LA STORIA

Negli anni '70, vista la gravissima situazione venutasi a creare in Italia, venne decisa la creazione di apposite unità anti terrorismo (UN.I.S.,Unità d'intervento Speciale).
Il Comando Generale dei Carabinieri fu il primo a creare una struttura ad hoc: il Gruppo d'intervento Speciale (GIS).

L'idea era quella di avere un reparto ad elevatissima prontezza operativa, pronto a muovere in ogni parte d'Italia in tempi brevissimi, con capacità d'intervento altamente professionali, capace di operare anche contro formazioni terroristiche ben armate.
Uno dei punti cardini era ,ed è tuttora, l'intervento nei casi della presa di ostaggi, in particolare su mezzi pubblici quali aerei, treni, navi, bus ecc...
Si tratta di una delle missioni più difficili, poiché ne va della vita degli ostaggi. Il GIS nacque nel 1977, in un momento in cui la minaccia terroristica era drammaticamente forte per il paese. Il luogo di fondazione fu Livorno, su richiesta specifica del Ministro dell'interno,ovvero Francesco Cossiga.
Unità di questo tipo sono molto utili anche per interventi contro organizzazioni criminali particolarmente agguerrite, come quelle che operano anche in Italia e che, per una serie di motivi, da qualche tempo dispongono di armamenti più pesanti e sofisticati, facendo ricorso anche a veri e propri edifici fortificati, con cunicoli segreti per la fuga.
Inoltre non bisogna dimenticare che i sequestri a scopo di estorsione ci sono ancora tutt'oggi, quindi è possibile che gli operatori vengano chiamati ad intervenire in situazioni del genere.
Per questi tipi di missioni servivano uomini "speciali", quindi si decise di selezionare gli elementi dal 1 Battaglione Paracadutisti Tuscania.
Si tratta di un'unità che già accoglieva all'epoca ottimi elementi dell'Arma, tutti brevettati paracadutisti, in grado di compiere missioni particolari su una banda molto larga d'interventi, spaziando da compiti prettamente militari a quelli di polizia.
Trattandosi di una nuova unità, si dovette creare tutta una nuova metodologia operativa e il relativo ciclo addestrativo.
La situazione italiana, intanto, era tale che, ben presto, non mancarono le occasioni d'impiego.
Il GIS esordì nel 1980, con l'azione al carcere di Trani, dove era in corso una pericolosa rivolta, capeggiata da un gruppo di terroristi.In breve la situazione venne risolta senza conseguenze per gli ostaggi…era l'inzio di una leggenda.

LA SELEZIONE

I membri del GIS, come già detto in precedenza, vengono selezionati tutti dalla "casa madre" del TUSCANIA, un reparto ormai da un decennio impegnato operativamente e ininterrottamente all'estero: Libano, Kurdistan, Somalia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo,Afghanistan, Iraq....tanto per citare qualche esempio.
I volontari devono essere almeno da quattro anni nel Tuscania, avere meno di 32 anni e ottime note personali.
Seguono poi i test attitudinali, psichici e medici, considerando che si parte già da personale brevettato paracadutista.
Bisogna subito sottolineare che il personale del Gruppo deve possedere doti di grande equilibrio, poichè nelle operazioni che sarà chiamato ad effettuare, occorre ponderare bene le decisioni, magari da prendere in tempi brevissimi, utilizzando la forza in modo altamente selettivo, per la sicurezza degli eventuali ostaggi.
Il primo passo per entrare a far parte del famoso reparto è un colloquio con un ufficiale che valuta le reali motivazioni del volontario. L'addestramento è molto costoso e si vuole evitare di farlo iniziare a personale non abbastanza motivato per superare il durissimo ciclo addestrativi.
Il corso dura 6 mesi e comprende:

- Tecniche di combattimento corpo a corpo
- Tiro rapido e discriminante
- Impiego di esplosivi
- Tecniche di arrampicata
- Discesa da pareti e da elicotteri (fast rope)
- Tecniche d'irruzione
- Equipaggiamenti speciali
- Corsi di guida veloce
- Tecniche d'irruzione in autobus, treni, navi e velivoli


All'interno del reparto, si possono poi prendere altre specializzazioni:

- Corso di paracadutismo in caduta libera
- Istruttore di tiro
- Tiratore di precisione
- Istruttore di arrampicata
- Esperto in esplosivi
- Subacqueo
- Istruttore di difesa personale


Per migliorare la loro preparazione, gli uomini del GIS utilizzano le strutture e la grande esperienza di altre componenti militari. Per quanto concerne l'attività in mare e quella subacquea, si sfruttano gli ottimi rapporti con il COMSUBIN.
Per le tecniche d'arrampicata vi sono contatti con la Scuola delle Truppe Alpine di Aosta.
Il GIS dispone di un'adeguata palestra e di un poligono interno a 50 metri. Fra gli esercizi maggiormente diffusi vi è la simulazione d'irruzioni in luoghi in cui si trovano ostaggi e terroristi, spesso, in attimi brevissimi e carichi di tensione, difficili da distinguere gli uni dagli altri.
In questo settore, un utile aiuto viene fornito dai simulatori, che permettono di fare un primo addestramento a costi molto contenuti e buona efficacia, per esempio nello scoprire e discriminare una minaccia improvvisa, all'interno di un gruppo di persone che non bisogna assolutamente colpire.
Per quanto attiene il trattamento economico, questo è praticamente identico a quello dei membri TUSCANIA, con vantaggi economici minimi, rispetto a grossi sacrifici, sia in termini d'addestramento che di orari di lavoro e reperibilità. Per questo, la molla principale che spinge il personale è una profonda motivazione e un totale attaccamento al dovere, un concetto che voglio sottolineare.

LE VARIE MISSIONI

Il GIS può essere chiamato ad intervenire su attivazione del Ministero dell'interno, che contatta il Comando Generale, oppure direttamente dall'Arma.
Le missioni nel primo caso riguardano:

- Operazioni di rilascio di ostaggi presi da terroristi o bande criminali particolarmente pericolose
- Il recupero di obiettivi vitali occupati da terroristi
- La protezione di meeting internazionali particolarmente importanti e a rischio


Per il Comando Generale, le chiamate d'intervento possono riguardare:
- La risoluzione di sequestri dove sussistono forti rischi per gli ostaggi
- Le operazioni di supporto particolare ad altre operazioni dell'Arma in cui sono richieste particolari valenze, come la cattura di pericolosi latitanti e l'irruzione all'interno di covi
- La scorta e la protezione di VIP


Per quanto riguarda la collaborazione con le operazioni prettamente di polizia giudiziaria dell'Arma, basterà ricordare la cattura di un mercantile, con a bordo un grosso carico di droga, che incrociava a largo della costa laziale nel dicembre del 1999.
Gli operatori del GIS sono giunti a bordo di elicotteri e, grazie al fast rope, sono sbarcati sul ponte della nave in movimento, prendendone il controllo.
Fra le altre cose, il reparto si occupa dell'addestramento di tutti i carabinieri addetti ai servizi di scorta. In tempi più recenti si è aggiunto un altro impegno delicato cioè la presenza in particolari missioni all'estero, al fianco delle forze italiane di pace distaccate in Bosnia-Erzegovina ,in Kosovo e in Iraq.
Se si pensa alla attuale situazione del Kosovo, dove ancora non vi sono forze di polizia, si comprende bene quanto importante possa essere questo compito.Inoltre,i GIS sono gli unici autorizzati in ITALIA a poter intervenire in caso di ostaggi su aeromobili

ORGANIZZAZIONE


La consistenza del reparto è un dato classificato, ma possiamo azzardare che al GIS facciano capo da 70 a 150 operatori, non molti in effetti. Il comandante è un tenente colonnello, con un vice comandante. Ai loro ordini troviamo:

- Un nucleo comando
- La sezione amministrativa
- La sezione tiratori scelti suddivisa in distaccamenti operativi
- Le sezioni da combattimento, ciascuna delle quali suddivisa in tre sezioni operative.


Il GIS provvede in proprio all'addestramento specifico e dispone di una Sezione Addestramento, le cui competenze riguardano:

- Scorte e protezioni
- Tecniche di arrampicata e sci
- Tiro
- Combattimento corpo a corpo
- Esplosivi


Ogni distaccamento operativo dispone di un comandante, un esperto di esplosivi, un esperto in guida veloce, uno specialista in equipaggiamenti. La struttura del distaccamento da sniper, include il comandante e alcuni tiratori scelti.

LA PRONTEZZA OPERATIVA

La richiesta d'intervento può giungere da ogni parte d'Italia per il quale il personale della 1° Aliquota d'intervento, al segnale d'allarme, si catapulta letteralmente verso l'armeria, dove, in apposite casse, è sempre pronto l'equipaggiamento per qualsiasi tipo d'intervento.
Vi sono armi ed equipaggiamenti d'impiego generale e altri specifici per determinate situazioni.
La 2° Aliquota d'intervento è pronta a partire entro tre ore, ma sappiamo che questi tempi possono anche essere piu' corti, portando al suo seguito altro materiale ed equipaggiamento che si ritenesse utile.
Il resto dell'unità può giungere in zona in meno di 24 ore.


METODOLOGIE D'INTERVENTO

Quando gli operatori giungono sull'obiettivo, il comandante, si presenta all'autorità giuridica responsabile e si appresta a coordinare e controllare l'attività, studiando le possibilità d'intervento.
Immediatamente i tiratori scelti e il personale per la ricognizione, si dispongono intorno all'obiettivo, mettendo in postazione le armi e in funzione una serie di apparati, come i microfoni direzionali, che consentono di farsi un'idea della situazione all'interno del medesimo, cercando di avvicinarsi il più possibile senza essere scorti.
In un'area nei pressi, la squadra d'assalto ricostruisce, sulla base delle informazioni ricevute, l'obiettivo ed elabora un piano d'intervento.
Alcuni possibili scenari operativi, come aeroporti, luoghi di conferenze e istituzionali e via proseguendo, sono conosciuti perfettamente dal reparto.
In testa alle priorità del reparto, vi è la salvaguardia della vita degli ostaggi. Si tratta di un compito estremamente impegnativo perché i sequestratori sono spesso persone pronte a tutto se non fanatici.
L'azione si fonda su tre principi fondamentali: Sorpresa, Rapidità, Precisione e velocità nel fuoco.
Generalmente questi tre principi vengono realizzati tramite un azione diversiva, che attira l'attenzione dei sequestratori, un'entrata in massa di saturazione, per aumentare le probabilità di successo, e la rapidità nella neutralizzazione dell'avversario.
Colpire significa colpire per azzerare istantaneamente la minaccia, per cui i bersagli devono essere colpiti con la massima precisione.
A parole, si tratta di modalità operative semplici, ma provate ad immaginare un velivolo con 5000 persone in mano a dei terroristi addestrati e determinati, racchiusi in un jet di inea che è una struttura per definizione realizzata per resistere alla pressione esterna, che dispone di poche entrate che si possono bloccare ermeticamente dall'interno.




SEMPRE PRONTI

Per mantenere sempre efficiente il reparto, vengono effettuate delle simulazioni, in cui, il Comando Generale cronometra al secondo, il tempo intercorso fra il messaggio in codice d'allarme e l'arrivo del gruppo d'intervento in aeroporto.
La sfera d'interesse si è notevolmente espansa grazie ai nuovi teatri operativi in Bosnia-Erzegovina e in Kosovo, si tratta di avere un'aliquota di personale, di un reparto di piccole dimensioni, in permanenza all'estero.
Del resto, in questo modo, si accumula un grosso bagaglio di esperienze nuove, per esempio, in paesi dove non è certo un problema reperire armi di tutti i tipi e grossi quantitativi di esplosivi.
L'obiettivo del GIS è di avere un reparto altamente addestrato, sempre pronto ad intervenire che possa mantenere il controllo della situazione.
 

 

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